| 26.03.08 |
Pasquale Amato esprime soddisfazione
per l’accordo culturale Reggio-Mantova
Esprimo la grande soddisfazione di chi, senza se e senza ma e senza subire condizionamenti di alcun genere, non ha avuto tentennamenti nell’appoggiare l’azione di protesta del Sindaco. Facendo prevalere, come in tante altre occasioni, le ragioni della comunità su quelle dell’appartenenza a una parte politica.
Esprimo l’orgoglio di essere stato partecipe della battaglia per difendere la dignità della città di Reggio e per riaffermare la parità di trattamento dei beni di tutte le realtà italiane, senza figli e figliastri. Motivo per cui non mi sono preoccupato per l’accusa facile e demagogica di gretto campanilismo e di chiuso provincialismo (e di qualcosa di più pesante e offensivo) da parte di alcune menti illuminate che hanno ripetuto per l’ennesima volta l’errore di giudicare dall’alto di una supposta superiorità intellettuale.
Esprimo il compiacimento per l’accordo tra le due città, che ha rappresentato la corretta applicazione del concetto di scambio culturale. Il nodo della protesta non era affatto un rifiuto aprioristico. Era piuttosto la rivendicazione del rispetto della nostra comunità e il rifiuto di essere trattati come colonizzati, destinatari passivi di decisioni passate sulla nostra testa. Era inoltre la conferma di un’idea che deve diventare patrimonio collettivo dei reggini: il nostro Museo, come tutti gli altri più importanti del mondo, ha i suoi pezzi inamovibili per il loro valore assoluto e simbolico e la loro delicatezza: i Due Bronzi di Riace e la Testa del Filosofo. Ha poi tanti altri tesori che possono essere dati anche in prestito ma offrendoci in cambio altri reperti di grande valore che possano temporaneamente sostituirli.
Esprimo infine una considerazione: il Sindaco di Mantova non si è preoccupato di arrampicarsi sugli specchi per difendere l’operato del Ministro. Ha capito le ragioni della Città di Reggio e con sano approccio pragmatico lombardo ha cercato e trovato l’accordo con pari dignità tra le due comunità. Ha in sostanza riconosciuto la sola cosa che Reggio chiedeva: il rispetto e un’adeguata compensazione culturale ad una temporanea perdita di alcuni pezzi pregiati del proprio patrimonio culturale.
E il Sindaco di Mantova è di centro-sinistra.
Pasquale Amato
Presidente del Centro Studi Bosio |
| 18.03.08 |
Pasquale Amato sulla vicenda del Museo: Se noi reggini fossimo di Cosenza o di Catanzaro...
Se fossimo di Cosenza o di Catanzaro... – sul caso vergognoso dello svuotamento dei Tesori del secondo Museo Archeologico di Europa, dell’unico Museo al mondo che ha quattro capolavori della scultura in bronzo greca del V secolo a.C., di un Museo tra i più ricchi di capolavori del mondo –
Lo difenderemmo tutti, proprio tutti, senza se e senza ma, senza sottili e sofisticati distinguo, come hanno fatto tutti i politici e amministratori cosentini (in prima fila Sindaco di Cosenza e Presidente della Provincia, entrambi di centro-sinistra) anche contro il Governo di centro-sinistra della Regione quando si è diffusa la voce di un trasferimento dell’Elisoccorso dal territorio della loro Provincia. O quando si è tentato di spostare la Sede Regionale RAI da Cosenza.
Pretenderemmo tutti, di destra o di sinistra, di essere rispettati come reggini in quanto tali, di fare arrivare da New York capolavori in cambio di ciò che è stato inviato del nostro Museo.
Chiederemmo tutti di fare esporre nel nostro straordinario Museo, come scambio con la città d’arte di Mantova, capolavori del tempo dei Gonzaga. Mantova, una delle città che detengono il record del turismo culturale, sta già troppo bene. Non ha bisogno anche dei capolavori del Museo di Reggio senza cedere in cambio nulla. Sennò no.
E se fossimo di Catanzaro, come ad esempio il Presidente Loiero?
Difenderemmo tutti con passione e con determinazione il Museo come hanno fatto tutti i politici e tutti gli Amministratori catanzaresi, di qualunque orientamento politico che sono stati tutti con Loiero a difendere la Scuola della Magistratura.
Pretenderemmo da Loiero che svolga il suo dovere di Presidente della Regione Calabria non soltanto quando deve difendere una sede di Catanzaro, ma anche quando si tratta del Museo di Reggio Calabria svuotato dal Ministero.
E staremmo decisamente al fianco del Sindaco Scopelliti, pur mantenendo le diversità di orientamenti politici, per pretendere il rispetto della città da parte di chiunque, anche di un Ministro o di un intero Governo. Ancor più se fosse un Ministro o un Governo della nostra stessa parte.
Invece no. Noi reggini siamo speciali. Se al Governo o alla Regione è al potere il centro-destra quelli di centro-destra cercano di difendere e di coprire i propri referenti nazionali o regionali e quelli di sinistra protestano. Se al governo e/o alla Regione è al potere il centro-sinistra le parti si invertono: quelli di centro-destra attaccano e quelli di centro-sinistra si arrampicano sugli specchi per trovare varianti al tema su una posizione difensiva.
Quando decideremo di stare tutti insieme ogni volta che l’interesse generale della nostra comunità viene non rispettato, trascurato o umiliato, allora soltanto saremo rispettati e non saremo ancora dimenticati, trascurati, umiliati.
Qualche volta siamo stati uniti: per es. sul marchio Dop Bergamotto di Reggio Calabria; e sul no ai Bronzi Viaggiatori. E abbiamo vinto.
Altre volte, purtroppo molte più volte, non lo siamo stati. E abbiamo perso.
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